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Traverso di Valentino nei test di Sepang

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2012 22:25 Scritto da ingirogiro Martedì 14 Febbraio 2012 00:00

In questi giorni ha fatto molto discutere su internet delle foto che comparavano il traveso di Valentino Rossi a quello di Stoner.

In particolare su alcuni forum hanno messo in dubbio l'autenticità dello scatto, sostenendo che la foto fosse stata taroccata, alla fine è intervenuto lo stesso Gigi Soldano sul suo Blog pubblicando tutta la seguenze smentendo così tutti gli "esperti" di photoshop che avevano commentato malignamente il suo scatto. 

valentino vs stoner

La cosa interessante di questa vicenda è notare come è cambiato l'approccio alla fotografia, nel passato è sempre stata considerata un'elemento di prova, difficilmente guardando una foto si pensava che fosse stata taroccata, oggi invece con la diffusione del digitale e la moda di modificare sostanzialmente lo scatto, chi guarda lo scatto cerca prima di capire se è stato modificato e poi si gode la bellezza della foto.


 

Una sedia per Pessoa

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Febbraio 2012 08:36 Scritto da ingirogiro Lunedì 13 Febbraio 2012 00:00

Girando su internet alla ricerca di notizie sul Portogallo, mi sono imbattuto in questo articolo molto interessante sul sito di Repubblica dal titolo: "Una sedia per Pessoa", che racconta un divertente retroscena della statua che è diventata uno dei simboli di Lisbona. Di seguito un'estratto dell'articolo (al link sopra l'articolo completo):

"E' UNO STRANO destino questo di Fernando Pessoa, il poeta che non amava le fotografie, o almeno non amava farsi fotografare, e che ora sembra rivivere fra noi, suoi posteri, più ancora che quale scrittore, come immagine, mito iconografico: il cappello, gli occhiali, i baffi, a nascondere e a difendere con una nuova maschera la tenera e trepida identità dell' uomo. Quasi un' operazione di esorcismo all' origine di questa azione collettiva di riappropriazione, attraverso l' oggetto iconizzato di un Pessoa-lui-stesso, dello sconcertante e ambiguo personaggio che si frantumava e dissolveva in personaggi-altri.

Lisbona

E altri non solo come nomi, ma come forme, oggetti umani: Caeiro, egli scriveva ancora nel 1935, poco prima di morire, era di statura media e, sebbene in realtà fragile (morì tubercolotico), non appariva tanto fragile quanto era. Ricardo Reis è un pochino, ma molto poco, più basso, più robusto e asciutto. Alvaro de Campos è alto 1,75, due centimetri più di me, magro e un po' tendente a curvarsi. Tutto sbiadito, se non in fantasie pittoriche, come il mural di Almada Negreiros sulla facciata dell' Università di Lisbona, in cui gli eteronimi sono raffigurati l' uno accanto all' altro, in una ideale sincronia. Chi resta, a cinquantatre anni dalla scomparsa, è solo lui, Fernando Pessoa. Esorcizzato anche in patria, dove la sua statua seduta fronteggia ora, nel Largo dello Chiado di Lisbona, la statua, sempre seduta, del cinquecentesco poeta Chiado: un frate gaudente che, dall' alto del suo scanno in mezzo alla piazza, sembra ancora tener banco fra i concittadini. Mentre Pessoa è laggiù, defilato, tutto nero in bronzo, col suo cappelluccio abbassato, seduto al tavolo del Caffè della Brasileira in cui soleva ricevere gli amici e scrivere lettere e poesie. Accanto a lui c' è una sedia vuota, su cui i passanti amano sedersi e farsi fotografare, i turisti della provincia coi figli e le mogli, sorridenti e quasi in irridente confidenza accanto al Mito."


 

Naufragio Costa Concordia

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 22:54

Sui grandi Blog internazionali dedicati al mondo della fotografia ha ovviamente avuto grande risalto la tragedia della nave da crociera Costa Concordia al Giglio.


   

Photoshow 2012

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 14:42

La nuova edizione del Photoshow a Roma mette al centro il grande pubblico, testimone e artefice del cambiamento che ha caratterizzato la fotografia nell’ultimo decennio.

Il terreno di incontro un tempo rappresentato dalla fiera si è ampliato ed è uscito dai confini tradizionali per diffondersi nel web, nei social network, il Photoshow 2012 mira proprio a coinvolgere tutti gli amanti della fotografia che gravitano attorno alla manifestazione, rendendoli per la prima volta protagonisti.

Le foto che gli utenti hanno inviato verranno utilizzate per formare ”un racconto” dell’essenza della Fotografia. Le immagini selezionate comporranno il visual della campagna adv e con esse sarà realizzato un video virale diffuso attraverso il web. Il video sarà inoltre utilizzato per lanciare un contest rivolto a tutti gli utenti che avrà il suo culmine in occasione della Fiera.

Ricca e coinvolgente - come sempre - la formula della manifestazione che, oltre ad essere la più prestigiosa vetrina delle ultime novità presentate dai maggiori marchi del l’Imaging, è anche un momento di aggiornamento, cultura e svago con corsi e seminari per tutti i livelli, mostre fotografiche, live-set e spettacoli.

Registratevi per pagare il biglietto di ingresso solo 1€ anzichè 8€.

 

Steve McCurry al MACRO di Roma

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2012 20:54

Dal 3 dicembre 2011 al MACRO di Roma (Museo d'Arte Contemporanea) negli spazi espositivi della Pelanda fino al 29 aprile 2012, è partita una grande mostra dedicata ad uno dei più grandi fotografi del nostro tempo, Steve McCurry.

Le foto sono state scelte dallo stesso McCurry senza seguire criteri spazio-temporali, ma per assonanza di soggetti e di emozioni, cercando i fili comuni e gli impensabili legami che accomunano luoghi e persone seppure in latitudini diverse.

L’allestimento è pensato come un villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro per restituire quel senso di umanità che si respira nelle foto di McCurry.

Non manca la fotografia della ragazza afghana che ha vinto il World Press Photo nel 1985, il premio internazionale più prestigioso del mondo. McCurry spiega così il suo modo di fotografare: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te».

Steve McCurry, americano di Philadelphia, nato nel 1950, ha girato il mondo realizzando reportage per Time, Life, Newsweek, Geo e il National Geographic. Si è spesso spinto in prima linea, rischiando la vita, pur di testimoniare gli effetti e le conseguenze dei conflitti in tutto il mondo.

   

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