Choose Skin:
  • A
  • B
  • C
Font Size:

RSS

Ingirogiro - News dal Web
Ingirogiro - Photo of the Week

iPhone

Seguimi su Libero Mobile

Cerca ...

Una sedia per Pessoa

Girando su internet alla ricerca di notizie sul Portogallo, mi sono imbattuto in questo articolo molto interessante sul sito di Repubblica dal titolo: "Una sedia per Pessoa", che racconta un divertente retroscena della statua che è diventata uno dei simboli di Lisbona. Di seguito un'estratto dell'articolo (al link sopra l'articolo completo):

"E' UNO STRANO destino questo di Fernando Pessoa, il poeta che non amava le fotografie, o almeno non amava farsi fotografare, e che ora sembra rivivere fra noi, suoi posteri, più ancora che quale scrittore, come immagine, mito iconografico: il cappello, gli occhiali, i baffi, a nascondere e a difendere con una nuova maschera la tenera e trepida identità dell' uomo. Quasi un' operazione di esorcismo all' origine di questa azione collettiva di riappropriazione, attraverso l' oggetto iconizzato di un Pessoa-lui-stesso, dello sconcertante e ambiguo personaggio che si frantumava e dissolveva in personaggi-altri.

Lisbona

E altri non solo come nomi, ma come forme, oggetti umani: Caeiro, egli scriveva ancora nel 1935, poco prima di morire, era di statura media e, sebbene in realtà fragile (morì tubercolotico), non appariva tanto fragile quanto era. Ricardo Reis è un pochino, ma molto poco, più basso, più robusto e asciutto. Alvaro de Campos è alto 1,75, due centimetri più di me, magro e un po' tendente a curvarsi. Tutto sbiadito, se non in fantasie pittoriche, come il mural di Almada Negreiros sulla facciata dell' Università di Lisbona, in cui gli eteronimi sono raffigurati l' uno accanto all' altro, in una ideale sincronia. Chi resta, a cinquantatre anni dalla scomparsa, è solo lui, Fernando Pessoa. Esorcizzato anche in patria, dove la sua statua seduta fronteggia ora, nel Largo dello Chiado di Lisbona, la statua, sempre seduta, del cinquecentesco poeta Chiado: un frate gaudente che, dall' alto del suo scanno in mezzo alla piazza, sembra ancora tener banco fra i concittadini. Mentre Pessoa è laggiù, defilato, tutto nero in bronzo, col suo cappelluccio abbassato, seduto al tavolo del Caffè della Brasileira in cui soleva ricevere gli amici e scrivere lettere e poesie. Accanto a lui c' è una sedia vuota, su cui i passanti amano sedersi e farsi fotografare, i turisti della provincia coi figli e le mogli, sorridenti e quasi in irridente confidenza accanto al Mito."


Share this article

Aggiungi commento


^ Top